Posso spostare le mie librerie iMovie, Foto, iTunes e altro, su un NAS, un volume di rete, o un server?

Chi vuole approfondire l'argomento e capire l'esigenza può leggere tutta la FAQ, mentre chi ha già chiara l'esigenza di un NAS o di un server e vuole solo spostare la propria libreria lì sopra, può saltare direttamente al punto Volume libreria Foto.



Esigenza
Oggi, sempre più diffuso l'utilizzo di un volume di rete anche in ambito casalingo, arriva prima o poi l'esigenza di archiviare remotamente le proprie librerie, mantenendo comunque la possibilità di modificarle dal proprio computer.
Per rispondere alla domanda: Posso spostare le mie librerie in un volume di rete residente sul NAS/server? La risposta è: no direttamente non è consigliabile. Il perché è è dovuto ad un problema di sicurezza dei dati ed è spiegato nell'analisi qui sotto.

Premessa
Anche in funzione del fatto che continuando ad archiviare per decenni Foto e Video, queste librerie possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, viene prima o poi l'esigenza di liberare parecchi gigabyte di spazio disco utile. In special modo è valido questo argomento se siamo possessori di un disco SSD all'interno dei nostri computer. L'SSD per sua natura è relativamente costoso, spesso di capacità limitata e comunque poco incline alle continue letture e scritture proprie delle librerie media, anche se Apple in questo frangente ha fatto un lavoro epico.
Chi scrive ad esempio ha una libreria Foto di 290 GB, con immagini di alta qualità dal 1997. Ho un SSD da 1 TB, ma tutto questo spazio sarebbe occupato da quei 290 GB, dai 270 GB della libreria iTunes, da tutta la miriade di documenti creati nel tempo. Non parliamo poi dei 4 TB di tanti film acquistati sugli store e dai DVD rippati comprati nel tempo. Ma il discorso vale, già e sempre, se le proprie librerie cominciano a raggiungere qualche decina di GB e ad esempio ci troviamo ad usare un MacBook Air con un disco da 128 o 256 GB.
Usare in questo caso un disco esterno, per contenere le proprie librerie fotografiche, pone una serie di problemi notevoli, che vanno dal configurare il backup [con TimeMachine o altro] per includere anche questo disco, al fatto di dover avere sempre il disco attaccato e di rischiare una perdita di dati se inavvertitamente il disco si guastasse o venisse scollegato in malo modo durante una scrittura di foto. In ogni caso sarebbe una preziosa presa USB perennemente collegata, logicamente anche per il tempo necessario al backup. Ultimo ma non meno importante, il problema dell'accesso alle librerie da parte del sistema operativo, anche quando noi abbiamo chiuso i programmi che pensavamo le utilizzassero e intuendo così che potevamo staccare il disco esterno. In realtà usando iCloud e altri servizi, quelle librerie vengono scritte spesso e usando un disco esterno si corre il rischio di danneggiare il contenuto. Chi fa uso di questo sistema, spesso trova difficoltà ad espellere i dischi proprio per questo motivo.

Analisi
Quindi usare un file server di rete per salvare la propria libreria di foto parrebbe la soluzione più ovvia, comoda e logica possibile.
Qui nasce un problema, alcuni server offrono shares [volumi di rete, cartelle accessibili loggandosi sul proprio server] in formato nativo, che poco si adattano al metodo utilizzato da Apple per gestire la propria libreria di Foto [o iPhoto per chi usa i sistemi operativi OSX 10.9 e precedenti]. Stesso discorso vale per altri tipi di files e librerie che volessimo archiviare, perché il modo con cui Apple consente di gestire i documenti richiede un volume in formato nativo HFS+. Anche una semplice etichettatura dei files con i colori delle categorizzazioni [i Tag] o la ricerca con Spotlight diventano un processo impossibile su alcuni server. Anche quando vengono offerte cartelle condivise con peculiarità specifiche per Apple, spesso il protocollo è soggetto a problemi di scrittura, disservizi negli aggiornamenti software, soprattutto in condizioni di reti Wi-Fi casalinghe, spesso malgestite e antidiluviane, al riconoscimento stesso di formattazioni specifiche dei file come gli Alias di MacOS e i privilegi di accesso ai documenti su disco. Nei nuovi sistemi operativi non sono più modificabili determinati privilegi dei files da parte dell'utilizzatore, ma comunque il sistema operativo necessita di accedere in modo completo ai documenti sul disco e questi privilegi li usa, eccome. Non è la prima volta che un semplice aggiornamento o una disconnessione di rete rende problematico il servizio di queste cartelle condivise, nulla è perfetto [figuriamoci capita anche ad Apple con le sue Time Machine].
Questo succede perché Apple usa privilegi speciali per il contenuto delle librerie, crea inoltre alias specifici delle cartelle in un formato nativo del volume hfs/unix.
Quindi copiare direttamente la propria *.iphotolibrary o *.photoslibrary o iTunes Library, in un volume di rete, non è proprio indicato né consigliato.

Soluzioni Apple
Di contro Apple fornisce solamente dischi di rete Time Machine per archiviare backup, che all'occorrenza possono essere usate anche per la libreria di iPhoto, Photos, Aperture, iTunes, Lightroom e altri software, ma l'esigenza della sicurezza dei dati, della replicazione e della ridondanza, fa si che sia dispendioso e praticamente inutile servirsi di questo oggetto per lo scopo prefissato.
Ad esempio se volessimo avere un clone giornaliero della nostra libreria fotografica, per scongiurare qualunque problema di sorta, con le TimeMachine sarebbe praticamente impossibile a meno di non usare arzigogolati magheggi o dotarsi di un complesso/dispendioso server Apple. A dire il vero Apple sul suo store propone anche prodotti di terze parti con diversi dischi e quindi totale sicurezza, magari collegati in Thunderbolt o via rete, ma data l'enormità di costo proposto viene logico orientarsi su soluzioni molto più economiche e alla portata di tutti.
Diciamo che questa FAQ è orientata per un uso casalingo e PMI, pertanto se sei schifosamente ricco: pussa via che non è roba per te!.

Soluzioni di terze parti
Così, molti, si sono serviti di un NAS casalingo, oppure di un server in azienda, su cui sono presenti più dischi in RAID [ridondanza e sicurezza] che se ben configurati impediscono di fatto la perdita di dati per parecchio tempo, consentendo così di trasportare i propri dati incolumi negli anni.
Oggi poi la spesa per queste soluzioni è pressoché nulla rispetto al vantaggio che ne consegue. Infatti queste soluzioni offrono la comodità di poter essere raggiunte anche attraverso internet, da casa, dall'ufficio e in mobilità, inoltre possono includere spesso servizi aggiuntivi che vanno dal personal cloud al clone backup, alla pubblicazione di librerie condivise di diversi tipi e tanto altro ancora.



Volume libreria Foto
Per ovviare ai problemi presentati sopra, la soluzione ideale per archiviare in totale sicurezza la propria libreria fotografica è creare un volume sparsebundle e copiarlo nella share del nostro servizio di cartelle condivise locale. Una volta creato e copiato il volume sparsebundle sarà sufficiente copiare la libreria qui dentro e accedervi dal nostro programma. Per semplicità di esempio, usiamo questo sistema con Photo [Foto] di Apple, ma la stessa soluzione può essere replicata e adottata per tutti i programmi già citati, come iPhoto, Aperture, Lightroom, iTunes, ecc..
Il primo passaggio quindi richiede la creazione di un volume sparsebundle, che altro non è che un sistema di Apple per usare un documento "sicuro", come se fosse un disco autoespandente alla capacità del suo contenuto. In pratica il formato sparsebundle è un documento che contiene un disco dinamico, il quale si espanderà automaticamente in base a ciò che vi copierete dentro.
Per crearlo abbiamo 2 modi, via Terminale, oppure con il programma /Applications/Utilities/Disk Utility [/Applicazioni/Utility/Utility Disco se usate MacOS in Italiano].
Ipotizziamo di creare un disco sparsebundle della dimensione massima ipoteticamente raggiungibile di 600 GB. Nessun problema se avete librerie di dimensioni maggiori o in futuro vi troviate nella necessità di espanderlo, basterà cambiare il valore qui sotto adesso o in futuro ampliarne la dimensione massima raggiungibile, anche se, sinceramente, pensare ad una libreria foto da 1 TB per il momento mi spaventa e sconcerta.


Procedura da Terminale:
cd ~/Desktop && hdiutil create -size 600g -type SPARSEBUNDLE -fs "HFS+J" PhotoLibrary.sparsebundle
Se non ci sono stati errori di digitazione (consiglio un copia e incolla), Terminale dovrebbe rispondervi con la conferma di creazione del documento sparsebundle. Ora dovreste aver visto apparire sulla scrivania un nuovo file con nome PhotoLibrary.sparsebundle.
Un doppio click vi aprirà un nuovo disco, proprio come fosse un hard disk, con nome Untitled disk o Untitled o Disco senza titolo, visibile sulla barra di sinistra in una qualunque finestra del Finder, oppure direttamente sulla scrivania come volume montato, a seconda della configurazione del vostro Mac.
Consiglio qui di dargli un nome più pratico: click destro sul nome del disco e scegliere Rinomina "Nome_disco", con ad esempio un nome più coerente e pratico come PhotoLibrary.


Procedura da Utility Disco/Disk Utility:
Una volta aperto il programma scegliere dal menu File la voce di menù Nuova Immagine -> Immagine vuota...
Inserire le seguenti opzioni;
Salva col nome: PhotoLibrary.sparsebundle
Dove: Scrivania
Nome: PhotoLibrary
Dimensioni: 600 GB
Formato: OSX Esteso (journaled) [non dovrebbe essere necessario modificare nulla qui]
Codifica: nessuna [per il momento, ma vi potrebbe interessare avere librerie segrete protette da password...]
Partizioni: Partizione singola - Mappa delle partizioni GUID [non dovrebbe essere necessario modificare nulla qui]
Formato immagine: Immagine disco Sparse Bundle
Ora dovreste aver visto apparire sulla scrivania un nuovo file con nome PhotoLibrary.sparsebundle.
Contemporaneamente Utility Disco monterà automaticamente il nuovo volume creato. Un nuovo disco, proprio come fosse un hard disk, con nome PhotoLibrary, sarà visibile sulla barra di sinistra in una qualunque finestra del Finder, oppure direttamente sulla scrivania come volume montato, a seconda della configurazione del vostro Mac.


Smontaggio del disco:
A questo punto smontiamo pure l'hard disk (il volume sparsebundle) [!!importante!!], trascinandolo dalla scrivania al cestino o facendo click sul pulsante di espulsione se presente nella barra di sinistra della finestra del Finder.


Copia del disco sparsebundle sul volume di rete:
Copiamo adesso il file PhotoLibrary.sparsebundle sul nostro volume di rete, ci vorranno pochissimi istanti perché questo "disco" anche se ha capacità di 600 GB in realtà per ora pesa pochi megabyte.
Il consiglio qui è di tenere premuto il tasto command mentre si copia il documento sparsebundle.
Perché questo? Semplice, in modo da spostarlo e non solo copiarlo. Ossia, una volta copiato sul volume di rete non avrete una copia locale di questo file che potrebbe generare confusione in seguito.


Copia della libreria nel disco sparsebundle:
Ora non rimane che copiare la nostra libreria all'interno del disco sparsebundle che abbiamo appena trasferito nel nostro volume di rete/share/cartella del server o del NAS...
Fare doppio click sul documento PhotoLibrary.sparsebundle, presente nella cartella condivisa, per vedere di nuovo montato il nostro disco PhotoLibrary.
Trascinare qui dentro la libreria per copiarla.
La libreria di Foto/Photos di solito si trova in /Utenti/NomeUtente/Immagini/Libreria Foto o in inglese /Users/Username/Pictures/Photo Library.
Basterà cliccarla e trascinarla all'interno del nostro volume PhotoLibrary.
Anche se spesso questi server/NAS hanno la disponibilità di avervi accesso tramite rete wireless, il consiglio comunque è di lavorare per questa operazione sfruttando la rete cablata.
Copiare gigabyte di dati attraverso una rete wireless non è proprio il modo migliore di affrontare la cosa in questo frangente.
In seguito non ci saranno grossi problemi ad accedere a questo disco remoto anche con il Wi-Fi per aggiornare la libreria, ma qui stiamo copiando tutta quanta la nostra libreria, il discorso è leggermente più complicato.
Se avete solo accesso tramite wireless [ma che cacchio di roba hai comprato, fattela la domanda :-) ], lasciatelo lavorare per qualche ora, ma prima disattivate lo stop del computer dalle preferenze di risparmio energetico delle preferenze di sistema e, comunque, prevedete qualche ora di lavorazione per una decina di GB, moltiplicate in abbondanza n*h dove, ogni n=10 GB di dati, h=ore di tempo necessario per copiare il tutto. Attenzione perché su reti particolarmente datate n potrebbe essere uguale a 1 e non 10.


Aggiornamento Foto:
Una volta copiata la nostra libreria, aprire il programma Foto tenendo premuto il tasto alt sulla tastiera.
Foto, con questa opzione, si aprirà chiedendovi di individuare la libreria: dalla finestra scegliere il percorso al disco PhotoLibrary e selezionare la nuova posizione della libreria.
Verificato il corretto funzionamento di Foto/Photo con importazione ed elaborazione di foto, raccolte e funzionalità, potrete buttare nel cestino la vostra "vecchia" libreria foto non più necessaria.
Da questo momento in poi Foto/Photos apprende automaticamente la posizione del volume PhotoLibrary, residente nel documento PhotoLibrary.sparsebundle a sua volta residente nella cartella condivisa sul vostro servizio di rete. Non dovrete più preoccuparvi di montare automaticamente il volume sparsebundle, sarà Foto/Photos a memorizzare e ad aprire automaticamente il volume richiesto all'apertura del programma.



Altre librerie:
Per spostare la libreria di iMovie, di iTunes o di qualunque altro programma, basterà replicare la procedura qui sopra spiegata, utilizzando la libreria del caso.



I problemi noti rispetto a questa ipotesi e le obiezioni che si possono fare rispetto alla scelta (e possibilità), di poter tenere le librerie nel disco fisso interno invece che in questa "estensione" nel volume di rete, sono tante.
Ad esempio i puristi della filosofia Apple potrebbero obiettare che in questo modo si perdono le funzionalità di recover Time Machine e altri vantaggi dovuti alla sincronizzazione dei documenti.
In realtà chi opta per questa scelta ha diverse necessità, tra cui quella importante dello spazio residuo su disco da recuperare, inoltre una volta spostata sul server la libreria esistono diversi modi per avere un clone giornaliero di sicurezza e comunque l'opzione di tenere diverse librerie, magari una più piccola e snella nel proprio computer.
Ecco, forse l'unico problema si presenterà a chi, essendo un felice possessore di MacBook, una volta fuori dalla propria rete non potrà accedere alla libreria condivisa... a meno che non abbia particolari servizi di accesso dal proprio server/NAS... ma questa questa è tutta un'altra FAQ.


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