Come far girare Windows su un Mac Intel? Che software per la virtualizzazione?

Questa Faq vuole dare un’ampia panoramica il più possibile esaustiva sulle soluzioni di virtualizzazione e dual/triple boot per macchine Apple basate su processori Intel.

Cominciamo con il distinguere la virtualizzazione dall’emulazione o dal dual boot:

  • Dual Boot
    Il Mac all’avvio farà il boot da Mac OS X o da altro OS. Questo può essere realizzato utilizzando Bootcamp, ma dopo il riavvio non avremo più un mac.

  • Emulazione
    Se ne parla nella Faq 328. Per quanto l’emulazione possa sembrare simile alla virtualizzazione è nettamente diversa: un programma emula (simula) un ambiente hardware, CPU compresa, e questo impatta pesantemente sulle prestazioni finali.
    Una volta era l’unica soluzione, ma l’attuale panorama (processori Intel) permette l’utilizzo di tecniche di virtualizzazione (molto più performanti).

  • Virtualizzazione
    Tramite la virtualizzazione il Mac crea una macchina virtuale che esegue istruzioni su una CPU virtuale. Ma è virtuale, non emulata: le istruzionivirtuali sono eseguite poi direttamente come istruzioni native, direttamente dalla CPU.
    Il grosso vantaggio è che in questo modo non occorre riavviare il Mac e quindi si possono utilizzare contemporaneamente Mac OS X ed una (o più) macchine virtuali.
    Lo svantaggio si lega alla qualità della virtualizzazione dovuta all’hardware, alla richiesta piuttosto consistente di risorse di memoria e di processore e ad un supporto ancora non del tutto completo delle periferiche.

Non entreremo nel dettaglio del funzionamento dei singoli programmi, ma forniremo link e descrizione sommaria per le soluzioni esistenti.
Premesso che su piattaforma PPC NON è possibile eseguire in modo nativo Windows (vedi Faq 328 per l’emulazione e Faq 185 per l’esecuzione dei Terminal Services), sulle macchine Apple Intel based si aprono due possibili scenari: dual (o tri) boot e virtualizzazione.

In realtà esisterebbe una terza via: quella cioè di eseguire soltanto applicativi per windows basandosi sul supporto di alcune librerie evitando quindi di eseguire tutto il sistema operativo.
Il grosso limite di questa scelta è dovuto al fatto che vengono supportate solo applicazioni Windows e non di altri sistemi operativi (mentre si può scegliere di emulare/virtualizzare anche Linux, BSD, Solaris ecc.).
Momentaneamente non è lo scopo di questa FAQ esporre anche questa possibilità, visto che qui parliamo di sistemi operativi e non applicazioni, vi rimandiamo (se siete interessati) ai due maggiori progetti: WINE (free) e Crossover (commerciale).


Dual(tri) Boot

BootCamp - www.apple.com/bootcamp

Bootcamp è la strada indicata da Apple per eseguire Windows sul proprio Mac passando dal riavvio della macchina.
Bootcamp permette il partizionamento non distruttivo del proprio HD per fare spazio a Windows.
Il software è integrato dalla versione 10.5 di Mac OS X (Leopard).
Affinché l’operazione possa riuscire in modo indolore, occorre avere a disposizione:

  • Un Mac-Intel
  • OS X 10.5 o successivo (dalla 10.4.6 Bootcamp era in Beta)
  • Almeno 10 GB di spazio libero
  • Ultimo aggiornamento firmware
  • Una singola ed unica partizione sul disco
  • Una regolare versione di Win XP MINIMO service pack 2

Il vantaggio è la relativa semplicità dell’operazione, in perfetto stile Apple.
I limiti sono l’impossibilità di effettuare un triplo boot (comprendente anche Linux), l’impossibilità di partizionare ulteriormente l’Hard Disk, ed infine la scadenza del software se si usa la versione Beta (per 10.4.x).

XOM - wiki.onmac.net

XOM(XpOnMac) è una soluzione Open Source promossa da sviluppatori indipendenti che (prima ancora che Apple fornisse Bootcamp) si sono prefissati come scopo quello di far girare Windows sui primissimi modelli Apple dotati di processori Intel.

Ci sono riusciti sviluppando un proprio bootloader, che non è niente altro che una versione modificata di EFI liberamente scaricabile e che (diversamente da Apple che supporta solo Windows XP/Vista), supporta anche il boot di Linux e può predisporre una macchina addirittura a un TRI-BOOT (Win-Linux-OsX).

Va detto che non è una operazione semplice ed alla portata di tutti, ed è potenzialmente distruttiva visto che si va a lavorare sulla psrtition table del disco e sul bootloader, elementi critici per il corretto funzionamento della macchina.


Conclusioni: BootCamp ha motivo di essere soprattutto per tre categorie di utenti: quelli che hanno una licenza XP e vogliono usarla ancora usando il Mac come un PC, quelli che vogliono usare videogiochi per XP sul Mac, quelli che (aziende in testa) devono comprare un hardware branded che fornisca driver per XP (con Vista i brand maggiori non supportano più XP, paradossalmente se si vuole comprare oggi un PC branded per XP serve un Mac, con Bootcamp).

XOM è rivolto ad un pubblico molto più smanettone, e tutti gli altri (quelli che vogliono usare sia Mac che Win (e/o Linux) allo stesso tempo dovrebbero ricorrere alla virtualizzazione,


Virtualizzazione

Parallels Desktop - www.parallels.com

Si tratta di un prodotto software commerciale (a pagamento), con demo da 30gg.
È stato il primo e probabilmente è ancora il più diffuso virtualizzatore per Mac, sebbene questo record sia ora pesantemente ipotecato dai concorrenti.

Come spesso accade “più diffuso” non è automaticamente sinonimo di “migliore”, e sebbene Parallels si distingua per un pizzico in più di performances rispetto ai concorrenti, in particolare per i giochi, chi vuole giocare dovrebbe pensare di ricorrere al Dual Boot piuttosto che alla virtualizzazione. Parallels aggiunge delle pseudo-schede di rete al Mac, per il bridge e il NAT, ed è consigliabile disinstallarlo se si intende provare altri software di virtualizzazione.

Pro: diffuso, supportato.

Contro: a pagamento, tutte le macchine virtuali sono nella Library utente, introduce schede di rete posticce (attive anche a software spento), a volte crea conflitti con altri virtualizzatori.

Q - www.kju-app.org

Q è un software free, ed è un port Cocoa di QEMU, un software di emulazione nato anch’esso sotto Linux.
“Q” è in realtà un emulatore, infatti funziona anche sotto PPC sebbene la versione per Intel introduce alcuni elementi di virtualizzazione.
Il problema con Q è che lo sviluppo è portato avanti molto lentamente, il prodotto è da considerarsi secondo gli stessi autori ancora in stato “Alpha”, quindi molto instabile.

Pro: gratuito, gira su PPC.

Contro: instabile, scarsamente aggiornato.

VirtualBox - www.virtualbox.org

Freeware/Opensource, è prodotto salla Sun.
Questo colosso del software è da tempo lanciato sulla produzione di software opensource, come OpenOffice, java, MySQL, e VirtualBox si unisce al coro.

VirtualBox è l’ultimo nato in tema di virtualizzatori per Mac, ma esiste pressocché identico per Mac, per Linux e per Windows.

Particolarmente indicato per la virtualizzazione ad uso amatoriale e personale, può convertire ed utilizzare immagini disco di Vmware (quindi nche immagini create da dischi reali utilizzando i tool di Vmware).

Pro: gratuito, diffuso, supportato, legge i dischi delle macchine virtuali Vmware.

Contro: tutte le macchine virtuali sono nella Library utente.

Vmware Fusion - www.vmware.com

Commerciale, demo scaricabile.

Vmware è il colosso della virtualizzazione. Esiste per Mac, Linux e Windows e anche stand-alone, nel senso che i suoi prodotti server si estendono a veri e propri sistemi operativi ottimizzati per la sola virtualizzazione, agli hypervisors e ad altri strumenti altamente professionali.

Costa praticamente quanto Parallels Desktop, ma rappresenta una scelta più indicata per chi dovrà scambiare spesso immagini di macchine virtuali con aziende o grandi strutture che faciano un uso professionale della virtualizzazione.

Pro: diffuso, supportato, formato altamente portabile (anche su architetture scalabili), le macchine virtuali possono risiedere ovunque (anche su disco esterno), numerosi tool collegati (ad esempio per convertire PC reali in macchine virtuali).

Contro: a pagamento.


Qualunque sia la vostra scelta: ricordatevi che la AirPort può andare solo in NAT, non in bridge :-)

ATTENZIONE: Le note sono inserite in modo anonimo dai visitatori del sito, e non sono state verificate da chi cura le Faq.
Nota di bpm
Alcune imprecisioni su Virtualbox: - �� usabile gratuitamente solo per scopi personali (altrimenti andrebbe pagato) - le macchine virtuali possono risiedere dove si vuole (e non per forza nella library utente)

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