Cosa sono i file delle preferenze, e perché si corrompono?

Le “preferenze” sono collezioni di proprietà usate dalle applicazioni per “ricordare” le impostazioni dell’utente, come il colore dello sfondo di un documento, la pagina iniziale del browser web, il carattere usato per leggere le email etc.

Ogni sviluppatore è libero di salvare le preferenze della propria applicazione nel formato desiderato, tuttavia è prassi comune salvare i file delle preferenze nel formato plist (Property List), grazie agli strumenti già pronti messi a disposizione dalle librerie di sistema per leggerne il contenuto.

Il formato plist è un dialetto di XML che rappresenta le preferenze, come dice il nome stesso, come una lista ordinata di coppie chiave-valore. Ad ogni nome di proprietà, ad esempio "font" oppure "dimensione", corrisponde un valore, ad esempio "Helvetica" o "100". Un tipico file di preferenze ha la seguente struttura:

	<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
	<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple Computer//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
	<plist version="1.0">
	<dict>
		<key>FBInfoPaneVisible</key>
		<false/>
		<key>FBLastSelectedFamily</key>
		<string>Baskerville</string>
		<key>FBMainSplitViewSizes</key>
		<string>620 160 180 637</string>
		<key>FBPreviewHidden</key>
		<false/>
	</dict>
	</plist>
	

Dall’introduzione di Mac OS X 10.4 Tiger, i file delle preferenze vengono salvati per motivi prestazionali in formato binario anziché in formato testo, come vorrebbe invece lo standard XML. Per poterne visualizzare il contenuto un semplice editor di testo non è più sufficiente: occorre utilizzare l’apposita utility Property List Editor contenuta nei Developer Tools, oppure, per i più smaliziati, la utility a riga di comando plutil.

Quando i file delle preferenze si corrompono, cioé il loro contenuto viene perso o alterato in maniera irrimediabile, l’applicazione può mostrare un comportamento errato. Questo può accadere per via di una terminazione anomala dell’applicazione nel momento in cui sta scrivendo i dati oppure per una corruzione del file system, oppure perché qualcun altro, applicazione o utente maldestro (!), li ha modificati.

In questi casi si può essere costretti a rimuovere il file delle preferenze che causa guai. Una ricerca con il nome dell’applicazione incriminata con la ricerca del Finder o con Spotlight nella Libreria del proprio utente mostrerà i file di preferenze associati.

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